Raffreddare il rack, non la stanza: come è nato T-RACKS

T-RACKS è un armadio rack coibentato che refrigera il proprio volume interno invece dell’ambiente che lo ospita. Il principio sta tutto qui: il calore nasce dentro il rack, quindi il freddo va portato dentro il rack. Per arrivarci ci sono voluti otto anni, diversi prototipi e parecchie misurazioni.
Nel 2018 ci siamo trovati davanti a una scena che in quegli anni vedevamo spesso: un impianto di climatizzazione dimensionato per un intero locale, acceso tutto il giorno, quando il calore da smaltire arrivava da uno o due rack in un angolo. Si raffreddava molta più aria, e molto più spazio, di quanto servisse davvero.
La domanda che abbiamo ribaltato
T-RACKS nasce fra due delle nostre divisioni che di solito lavorano su problemi che non si incontrano mai: l’informatica e la refrigerazione. Nasce nel momento preciso in cui abbiamo smesso di chiederci quanto dovesse essere potente il climatizzatore della stanza e abbiamo iniziato a chiederci un’altra cosa.
Perché raffreddare tutto il locale, se il calore nasce dentro il rack?
Cambiare la domanda ha cambiato l’oggetto. Non stavamo più progettando un armadio rack da sistemare dentro una sala climatizzata, ma un microambiente controllato e autonomo, con il freddo portato direttamente dove il calore viene prodotto.
Ci è stato chiesto più volte perché non facessimo come fanno tutti gli altri. La risposta è che «come fanno tutti gli altri» era esattamente il problema da cui eravamo partiti.
Il primo prototipo: un armadio da 160 cm e pezzi recuperati
A maggio 2018 abbiamo messo insieme il primo sistema funzionante: armadio rack, circuito frigorifero, ventilazione e controllo della temperatura nello stesso oggetto. A giugno abbiamo recuperato un vecchio armadio da 160 centimetri e costruito il primo gruppo frigo assemblando componenti singoli già disponibili in officina.
Le prime sfide sono state di collocazione, prima ancora che di teoria. Dove sistemare il gruppo frigo. Dove l’evaporatore. E soprattutto come raffreddare un volume chiuso senza far comparire condensa a un palmo dall’elettronica. Sono le tre domande che governano ancora oggi il progetto: è per la condensa che il controllo di T-RACKS calcola in continuo il punto di rugiada.
Poi è cominciata la parte lunga: test su test. Per misurare il comportamento termico serviva calore, e per avere calore serviva un carico. Le prime prove, tra agosto 2018 e novembre 2019, sono andate avanti con dieci lampadine a incandescenza dentro l’armadio. Le abbiamo sostituite con dei computer desktop, più realistici come carico: non scaldavano abbastanza. Un carico IT vero, chiuso in un volume isolato, produce più calore di quanto un paio di macchine da scrivania riesca a simulare.
Banco di prova da rifare da capo. A quel punto del progetto era la normalità: si misura, non torna, si ricomincia.
Coibentare: da armadio a frigorifero
Tra il 2021 e il 2024 il progetto ha cambiato passo. Abbiamo introdotto la coibentazione all’interno dell’armadio, e a quel punto non stavamo più raffreddando un rack: stavamo gestendo, a tutti gli effetti, un frigorifero con dentro dell’elettronica. Come sorgente di calore abbiamo smesso di arrangiarci — al posto delle lampadine, una stufa da circa 2000 watt.
Con quel banco abbiamo iniziato a confrontare le configurazioni sui numeri. Questi sono i valori misurati su T-RACKS coibentato, con la stufa da 2000 W come carico termico:
- Cicli del gruppo frigorifero — da circa 8 all’ora nelle prime prove a circa 6 all’ora dopo l’ottimizzazione
- Set point — tra 24 e 26 °C
- Fase di raffreddamento — nell’ordine dei 5 minuti
- Periodo di spegnimento — spesso superiore ai 6 minuti
Meno cicli, a parità di temperatura mantenuta, significano meno avviamenti del compressore: meno consumo e meno usura. È qui che T-RACKS smette di essere un assemblaggio riuscito e diventa un sistema di cui conosciamo la risposta.
Le persone dietro il progetto
Un prodotto che nasce fra due divisioni ha bisogno di persone che parlino entrambe le lingue.
- Marcello Cozzolino, responsabile tecnico e della refrigerazione: il circuito frigorifero e il comportamento termico del sistema.
- Giulio Avella, CTO, responsabile dell’elettronica e supervisore del software.
- Antonio Di Marzo ed Emanuele Di Costanzo, sviluppo del software del termostato.
- Andrea Iaquinto, CEO, supervisione del progetto e parte commerciale — e, per sua stessa ammissione, il collaudatore più difficile da accontentare.
Dal freddo al controllo: SIMO
Dal 2025 il raffreddamento ha smesso di essere l’unico protagonista.
SIMO (Smart Indoor Management & Optimization) è il software che legge lo stato termico dell’armadio e ne raccoglie le temperature: è la base su cui costruire monitoraggio, logiche di controllo e segnalazioni.
Il punto non è aggiungere una dashboard. Senza supervisione, un sistema di raffreddamento dice pochissimo di sé: sai che è acceso, non sai come sta lavorando né perché. SIMO rende visibile quello che succede dentro il rack. Da lì in poi il microclima si governa.
SIMO ha una strada sua. Dentro T-RACKS trova la prima applicazione, ed è pensato come prodotto a sé, con un percorso commerciale indipendente.
Poi è arrivato CAMI
CAMI nel progetto iniziale non c’era. È arrivato dopo, come conseguenza: una volta che SIMO sapeva leggere il microclima e decidere, serviva qualcosa che eseguisse.
CAMI (Control And Monitoring Interface) è la scheda che traduce le decisioni logiche di SIMO in azioni fisiche, tenendo sotto controllo sensori e dispositivi. Arriva dopo nell’ordine del ragionamento; nel sistema finito i due pesano uguale.
Insieme, SIMO e CAMI automatizzano funzioni che in un impianto tradizionale restano separate — il gruppo frigo da una parte, la supervisione dall’altra, spesso di fornitori diversi.
Entrambi sono in sviluppo, con integrazione prevista fra il 2026 e il 2027. Sul resto niente spoiler: le funzioni le raccontiamo quando sono consolidate.
A che punto è T-RACKS oggi
T-RACKS esiste, è marcato CE, e ogni esemplare finora l’abbiamo progettato, costruito e installato noi. Adesso sta uscendo dall’officina.
È il passaggio che separa un prodotto fatto su commessa da un prodotto che si produce in serie: stessa macchina, processo completamente diverso. Nella prima metà del 2026 abbiamo fissato le tre configurazioni dimensionali — 80 × 80 × 100, 80 × 80 × 160 e 80 × 100 × 200 cm. Tre taglie perché fra un piccolo quadro e un rack pieno cambiano sia il volume da controllare sia il calore da smaltire, e un formato unico costringerebbe metà delle installazioni a raffreddare spazio vuoto. Nello stesso periodo è stata montata la prima scheda CAMI.
In parallelo girano i test di validazione: carichi IT diversi, condizioni ambientali diverse, temperatura, consumi, cicli frigoriferi, affidabilità, comportamento su tempi lunghi. Servono a congelare la configurazione che andrà in produzione.
Il principio di funzionamento è dimostrato. Restano da chiudere la validazione, gli adempimenti e le eventuali certificazioni applicabili, e la prima serie: fornitori, collaudo e documentazione tecnica vanno stabilizzati prima del lancio, previsto per il secondo trimestre del 2027.
Una cosa la rifaremmo diversa, e la diciamo perché pesa: avremmo iniziato a misurare sistematicamente molto prima. Temperature, tempi di ciclo, consumi, registrati dal primo giorno. Ogni scelta che ha fatto davvero avanzare il progetto è arrivata da un dato sperimentale, e nei primi anni ne abbiamo raccolti meno di quanti potevamo: quel ritardo l’abbiamo pagato in prove ripetute.
A chi serve T-RACKS
A chi ha uno o più server ma non ha una vera sala CED:
- un ufficio o una sede amministrativa
- un capannone o un impianto industriale
- una struttura periferica di un’organizzazione più grande
Realtà che oggi tengono acceso un climatizzatore su un intero locale per proteggere l’apparecchiatura in un angolo, e che pagano quella sproporzione tutti i mesi.
T-RACKS concentra il controllo termico dove il calore nasce, invece di inseguirlo nell’ambiente. Dimensioni, dati misurati e scheda tecnica completa sono sulla pagina di T-RACKS; le tappe dello sviluppo, in ordine, sulla timeline del progetto.

